One planet one future

L’impegno artistico e civile di Anne de Carbuccia per salvare la bellezza del pianeta

di Federico Rossetti

Quando il talento artistico si sposa con una buona causa, mettendosene totalmente al servizio, il risultato è sempre e comunque da lodare. Anne de Carbuccia è un’artista americana di origini corse che oggi vive fra Milano e New York. Ha viaggiato per anni nei posti più estremi del pianeta fotografando luoghi, animali e culture che rischiano l’estinzione, creando al contempo installazioni simboliche temporanee finalizzate a documentare e preservare la memoria di ciò che si sta perdendo. La sua è una vera e propria missione giacché avverte forte il bisogno di fare qualcosa di utile per la salvaguardia del pianeta.

Ecco perché a un certo punto della sua vita ha realizzato il progetto One Planet One Future e costituito la Fondazione Time Shrine: si tratta di iniziative mediante le quali con l’utilizzo delle sue fotografie artistiche diffonde la consapevolezza circa le minacce che l’uomo crea all’ambiente in cui vive, ai danni che procura al pianeta: siccità, inquinamento, estinzione delle specie,  guerre. Sicché le nuove generazioni rischiano – e purtroppo stanno già concretamente rischiando – di perdersi bellezza e ricchezza. È una battaglia a cui si dedica con passione perché – dice – “siamo in uno stato d’urgenza”.

L’idea-forza che muove così energicamente Anne de Carbuccia è promuovere stili di vita sostenibili e attirare l’attenzione sulla crisi ambientale dei nostri tempi, invitandoci a riflettere ed a modificare abitudini di consumo e di comportamento. One Planet One Future mette in mostra fotografie, installazioni, video e conferenze per documentare tutto ciò, e lo fa con una scrupolosità tale da obbligarci a pensare “quanto ancora abbiamo, quanto possiamo perdere e quanto abbiamo perso”. Istituti pubblici e musei in Europa e in America, ma anche numerose collezioni private, hanno già ospitato le sue immagini e le sue appassionate e giuste sensibilizzazioni: d’altro canto è proprio il mezzo artistico a consentire l’espressione di significati con un linguaggio universale, comprensibile da tutti, valido ad ogni latitudine, per tutte le culture, per qualsiasi credo. Perché il pianeta è la casa comune. E la fotografia – suo grande amore sin da quando aveva tredici anni – è decisamente la forma più immediata di denuncia.

Anne de Carbuccia realizza i suoi scatti in ambientazioni che sono al tempo stesso un omaggio agli elementi in pericolo e un esame impietoso degli effetti disastrosi causati dai comportamenti scellerati dell’uomo. Il tema artistico che usa è quello della vanitas, mentre clessidra e teschio sono utilizzati per simboleggiare il tempo e la caducità della vita: con tali elementi – e con altri che reperisce sul posto – crea installazioni in paesaggi terresti o marini, tutti forieri di significati ambientali. Li definisce timeshrine, sacrari del tempo, che invitano a riflettere sulla bellezza e sulla fragilità del nostro pianeta: <<Il teschio non è un simbolo di morte ma ci ricorda che dovremmo utilizzare il tempo che passiamo sulla terra per scopi costruttivi>>.

Dopo essere stato nel 2016 a Monaco, nel 2017 a Milano e a Mosca, il progetto One Planet One Future è in mostra a Napoli dal 23 giugno fino al 30 settembre, all’interno del medievale Castel dell’Ovo in uno spazio chiamato Sala delle Carceri. Le immagini della mostra trattano i temi dell’acqua, della plastica, degli animali e delle culture a rischio. Inoltre, nella primavera appena trascorsa, Anne de Carbuccia ha realizzato un “sacrario del tempo” nella zona del parco del Vesuvio distrutto da un incendio.

 

Per info e per conoscere il progetto educativo della Fondazione: www.oneplanetonefuture.org

Mostra:  Napoli – Castel dell’Ovo –  23 giugno – 30 settembre 2018

Ingresso: Tutti i giorni feriali dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo accesso alle ore 18.45); domenica e giorni festivi dalle ore 9.00 alle ore 14.00 (ultimo accesso alle ore 13.15)

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