Gianvito Casadonte, un successo tira l’altro.

Storia di un ragazzo di Calabria appassionato di cinema e di sogni

Sua la direzione artistica – tra luglio e settembre – del MagnaGraeciaFilmFestival di Catanzaro, del Taormina FilmFest e del Premio Rotella a Venezia

di Domenico Iozzo

Portare il cinema in Calabria, nel profondo sud, avvicinando il grande pubblico alla settima arte e creando le basi per un indotto mediatico e produttivo, oltre che culturale, in grado di proiettare il territorio al di là dei propri confini. È stata questa l’idea ambiziosa dei fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte che nel 2004 diedero vita ad una scommessa chiamata “Magna Graecia Film Festival” e destinata a diventare, nel giro di pochi anni, una delle realtà più vivaci e rappresentative nel circuito festivaliero nazionale. Passata dalle note località ioniche di Soverato e Montepaone, da oramai cinque anni la kermesse ha legato il proprio nome alla città capoluogo della Calabria,  Catanzaro, che oggi si riconosce nel valore di una rassegna che ha ricevuto nel tempo l’imprimatur di maestri della settima arte del calibro di Mario Monicelli, Ettore Scola, Citto Maselli, Ugo Gregoretti e Giorgio Arlorio, solo per citarne alcuni.

Ma il vero protagonista del festival – dedicato quest’anno a Vittorio De Sica a settant’anni dall’uscita di Ladri di biciclette – resta  da sempre il pubblico, avvicinatosi sin da subito al MGFF e capace di far segnare numeri da record in termini di partecipazione con una presenza media giornaliera, registratasi lo scorso anno, di circa tremila spettatori. Del resto la caratteristica del festival catanzarese è quello di essere facilmente fruibile da tutti, giovani e meno giovani, donne e uomini, esperti cinefili e semplici appassionati di film. Una delle idee vincenti, che ha unito e continua a unire passato, presente e idealmente futuro, del Festival nato con l’obiettivo di offrire una vetrina ai giovani registi emergenti e alle opere prime che difficilmente trovano una distribuzione a queste latitudini. Un appuntamento fisso dell’estate che ha trovato il proprio riconoscimento tra gli eventi storicizzati a livello regionale e che vede la Calabria oggi meta di artisti e personaggi che diversamente mai avrebbero raggiunto un territorio così lontano dall’epicentro cinematografico.

Stelle di prima grandezza del firmamento internazionale sono stati ospiti in questi ultimi anni del Festival di Casadonte: Matt Dillon, Matthew Modine, Mira e Paul Sorvino, Tim Roth, Michael Madsen, Pamela Andreson, per arrivare – proprio in questo 2018 – a star da Premio Oscar del calibro di Oliver Stone e Richard Dreyfuss. Oliver Stone sarà infatti l’ospite d’onore più atteso: classe 1946, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e attore, ha diretto oltre venti film, vincendo tre Premi Oscar – due come Miglior regista, per Platoon e Nato il quattro luglio e una per la Migliorsceneggiatura non originale, per Fuga di mezzanotte. Ha inoltre vinto quattro Golden Globe, l’Orso d’Argento per la Miglior regia al Festival di Berlino per Platoon, il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia per Natural Born Killers, due Directors Guild of America Award, un Premio BAFTA e due Independent Spirit Awards.  Gianvito Casadonte l’ha definita “una grande conquista” quella di Catanzaro nel riuscire ad accogliere “il più grande regista vivente”! Assieme a lui, Richard Dreyfuss, che è stato invece il volto cult di pellicole come American Graffiti e attore feticcio di Spielberg in Lo squalo e Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Se le star restano comunque le attrazioni più forti, d’altro canto il MGFF non ha perso la propria vocazione originaria di grande trampolino di lancio per i giovani autori. Tra le opere in concorso molte produzioni girate o dedicate a storie del Sud come Malarazza e Veleno e commedie originali quali Easy e Tito e gli alieni, passando per i protagonisti calabresi di Asino vola, il film di Marcello Fonte, migliore attore a Cannes con Dogman, e Due piccoli italiani, nel cui cast figura anche il catanzarese Francesco Colella. Ad assegnare le “Colonne d’oro” firmate dal maestro orafo Michele Affidato è deputata una giuria presieduta quest’anno da Paolo Genovese, regista di Perfetti sconosciuti e   questa edizione, e di Carolina Di Domenico, conduttrice delle serate del festival.

Come ogni anno, questo evento suscita sempre grande attesa per la città di Catanzaro che grazie al Festival può godere di dieci giorni di intense attività per alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari dell’intera costa ionica. Dal lungomare e dall’area porto, dove si svolgono le proiezioni serale, gli ospiti si sposteranno anche verso il centro storico del capoluogo per prendere parte a dibattiti, live musicali, presentazioni di libri ed eventi collaterali. Un valore aggiunto, quello di contribuire alla promozione turistica e alla crescita economica del territorio, che ha spinto le istituzioni locali – Regione Calabria e  Comune di Catanzaro – a offrire il proprio sostegno all’evento insieme ai tanti privati che ogni anno supportano in vario modo la complessa macchina organizzativa. L’ambizione del Festival dei Casadonte è racchiusa già nel suo nome: rilanciare l’identità di una terra che fu la culla della cultura e che oggi vuole riconquistare il proprio spazio al centro del Mediterraneo.

CHI E’ GIANVITO CASADONTE

Abbiamo voluto incontrare chi si cela dietro il successo del Magna Graecia Film Festival: Gianvito Casadonte, 40 anni, nato a Catanzaro e una valigia piena di sogni. I primi passi verso quello che sarebbe diventato il suo mondo li ha mossi organizzando eventi ai tempi del liceo salesiano a Soverato. Poi è arrivata la laurea in Lettere con indirizzo in Arti e scienze dello spettacolo alla Sapienza di Roma, iniziando a lavorare come assistente alla regia di Riccardo Milani. Dal 2004, quando diede vita al suo festival, fino ad oggi, Casadonte è riuscito a crescere e ad affermarsi tanto da rappresentare un modello ed un esempio positivo del talento calabrese che ce l’ha fatta. Parallelamente alla sua “creatura” del Magna Graecia Film Festival, è entrato a far parte della famiglia di Rai 1, nel ruolo di esperto di cinema, curando anche diverse produzioni teatrali, tra cui  “Storia d’Italia” di Ugo Gregoretti e “Lisa” di Lorenzo Gioielli con Alba Rohrwacher, e un’importante produzione cinematografica, l’ultimo lavoro di Mario Monicelli, il docu-film “Vicino al Colosseo c’e’ Monti”. A coronare questo percorso sono arrivati gli incarichi come sovrintendente del Teatro Politeama di Catanzaro, di direttore artistico del Premio Fondazione Mimmo Rotella e più recentemente anche del Taormina Film Fest. Se gli domandi in che modo è riuscito a farcela, lui risponde, da uomo di fede, che dietro c’è un preciso disegno divino. E che ognuno “deve imparare a riconoscere il proprio talento, avere i propri sogni, e cercare di realizzarli”. E mentre i suoi sogni stanno prendendo sempre più forma, Casadonte non dimentica l’obiettivo primario: “Stiamo riuscendo a far parlare di Catanzaro all’interno del circuito culturale internazionale proponendo un modo di fare promozione e comunicazione che per troppi anni è mancato in questa terra”. Il cinema può essere in questo senso un grande veicolo di crescita economica ma c’è bisogno di un deciso cambio di passo nella politica regionale. La Puglia, ad esempio, attraverso lo strumento della Film Commission ha saputo costruire un indotto turistico e dato lavoro a tante maestranze locali; anche la Calabria deve saper percorrere questa strada elaborando, una volta per tutte, una strategia coerente e precisa che valorizzi la ricchezza dei tanti set naturali di cui gode e che metta al centro la capacità manageriale nel costruire relazioni con i grandi registi, produttori e addetti ai lavori che possono fare di questa nostra regione un’autentica risorsa.

Taormina Film Fest: dal 1955 il grande cinema, nel cuore del Mediterraneo

Una rassegna ricca di anteprime, documentari e artisti di fama planetaria messa su a tempo di record. Dal 14 al 20 luglio prende forma il Taormina Film Festival targato Videobank che, insieme a fondazione Taormina Sicilia, ha organizzato il programma della storica rassegna affidato quest’anno alla direzione artistica di Gianvito Casadonte e Silvia Bizio. Nonostante il poco tempo a disposizione dovute a criticità amministrative, i numeri sono comunque rilevanti: 13 anteprime mondiali, 6 internazionali e 5 italiane con il regista Antonello Grimaldi che ha preferito il Taoff 2018 ad altri Festival di assoluto prestigio. Quattordici le pellicole in concorso a cui si aggiungono 12 documentari e un’ampia selezione dei cosiddetti corti. Molto nutrito anche il parterre di star: Rupert Everett, che quest’anno ha esordito alla regia di un lungometraggio con “The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde”, da lui stesso interpretato accanto a Colin Firth ed Emily Watson. Con lui altre due star di Hollywood  come Richard Dreyfuss e Mattew Modine. Numerose e variegate le masterclass dei personaggi del cinema. Tra questi, il regista e attore Michele Placido, che riceverà il Premio alla Carriera del festival, ma anche la regista e sceneggiatrice Maria Sole Tognazzi e la scrittrice e sceneggiatrice del film “Perfetti Sconosciuti”, Paola Mammini (Immaturi – La Serie), vincitrice del David di Donatello per la miglior sceneggiatura nel 2016. E ancora Pietro Valsecchi, Tony Sperandeo e Michela Andreozzi. Tante donne protagoniste, a partire dalla giuria tutta al femminile, composta dalle produttrici Martha de Laurentiis, Donatella Palermo e Eleonora Granata. Si potrà anche parlare del Festival delle nuove, anzi nuovissime, proposte quali Nino Monteleone, ragazzo di appena 12 anni e per giunta affetto dalla sindrome di Asperger, che riceverà peraltro un riconoscimento da Paola Ferrari e Carlo De Benedetti per il suo ciclo di interviste video a personaggi fra cui Roberto Saviano e Samantha Cristoforetti.

“Sono onorato – ha sottolineato Gianvito Casadonte – dell’incarico affidato a me e Silvia Bizio. Sarà un’edizione “di passaggio”, ma creeremo comunque delle suggestioni per il pubblico e lavoreremo per riportare nella magnifica cornice del Teatro Greco di Taormina le star del grande Cinema nazionale e internazionale. Quest’anno abbiamo privilegiato film diretti da donne e film con forti temi sociali, dall’immigrazione, alla violenza contro le donne, ai rifugiati”. Tra i titoli in concorso: “Gotti” di Kevin Caonnolly con John Travolta, “Restiamo amici” di Antonello Grimaldi, “Seguimi” di Claudio Sestieri, “Dark Crimes” di Alexandros Avranas con Jim Carrey, “L’eroe” di Cristiano Anania con Salvatore Esposito. Silvia Bizio, giornalista di Repubblica, ha espresso “l’orgoglio di condividere con Gianvito Casadonte la direzione artistica del Taormina Film Fest, un festival che ho seguito anche in passato portando nel prestigioso Teatro Greco ospiti come Robert De Niro, Colin Firth, Michael Douglas, Jessica Lange, Oliver Stone, per citarne solo alcuni. Siamo fieri dell’impegno di Videobank e grati della fiducia di Lino Chiechio nei nostri confronti. Siamo certi che, con la nostra professionalità ed esperienza nel mondo del cinema, potremo riportare Taormina al rispetto che merita nel panorama dei festival internazionali”.

Soddisfatto e orgoglioso anche l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, il quale commenta favorevolmente una kermesse che comincia a prendere forma: “Ho fortemente voluto che il prestigioso festival di Taormina non morisse tra le scartoffie di inutili ricorsi. Il festival – e sarà  un buon festival – è  dunque salvo grazie alla dedizione dei direttori artistici e di Videobank, che stanno impegnandosi al massimo per allestire un programma degno delle migliori tradizioni del festival, che riuscirà a tornare ai livelli che più gli competono”.  Dal canto suo, il manager di Videobank, Lino Chiechio, ha parlato di “un festival che sarà più rivolto ai giovani, ma soprattutto più vicino alla città di Taormina, con l’intento di rendere questo storico festival un evento più popolare e più vicino ai cittadini e ai turisti, con un maggiore coinvolgimento delle associazioni e delle attività commerciali locali. Un evento che porterà le star ospiti in mezzo alla città, per incontrare direttamente il pubblico, condividendo l’idea del nuovo sindaco Mario Bolognari, sensibile ai temi culturali e alla partecipazione della città”.

Anche l’amministratore unico di Videobank, Maria Guardia Pappalardo, consapevole degli sforzi operati per realizzare l’evento in questa estate 2018, ha affermato che “Videobank si è fortemente impegnata economicamente per rendere possibile questa edizione del festival, completamente sovvenzionata dall’azienda nell’ottica di un investimento che guarda avanti, già alla prossima edizione, che sarà sempre prodotta da noi, ma con una tempistica adeguata”.

Il Teatro greco-romano, una scenografia meravigliosa

Il Teatro Antico di Taormina fu realizzato in un punto panoramico ineguagliabile da cui si domina il mar Jonio e l’Etna. Fu il tiranno di Siracusa Ierone II, nel III sec. a.C. a costruirlo; ciò si desume dal fatto che su alcuni gradini è inciso il nome della moglie Filistide. Nel II sec. a.C. il teatro fu poi ricostruito dai Romani. A quest’epoca risale anche l’arena per i giochi dei gladiatori, ricavata da quella che precedentemente fu l’orchestra del teatro.

La cavea, cioè lo spazio per le gradinate, ha un diametro di circa 109 metri ed è divisa in nove settori: fu ricavata sulla collina e composta, appunto, da nove cunei di gradinate serviti da otto scalette. Il teatro di Taormina, per dimensioni, è il secondo della Sicilia dopo quello di Siracusa. Alla sommità delle gradinate si trova un doppio portico, coperto da una volta. Trentasei piccole nicchie si aprono sul muro del portico e forse servivano per accogliere alcune statue.  La scena – ovvero la parte del teatro in cui si esibiscono gli attori – presenta tre grandi aperture, fiancheggiate da nicchie e da colonne qui ricollocate nel XIX secolo, dall’Architetto Francesco Saverio Cavallari.

La forma del teatro garantiva una perfetta acustica a ciascuno spettatore, ovunque fosse accomodato. In passato la sua capienza doveva raggiungere i 10.000 spettatori. Oggi ne può contenere 4.500. Da anni ormai, il teatro di Taormina è la splendida cornice di eventi culturali e di premi di livello internazionale.

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