Atene…. Abbandonarsi alla bellezza e al fascino della storia

di Mirella Olivari

Come si può raccontare la Grecia? Un paese pieno di storia e arte, di centinaia di chilometri di costa magnifica, di piccoli borghi di pescatori e monasteri ortodossi pieni di spiritualità e mistero. Forse non si può raccontare nessuna esperienza di viaggio se non attraverso un segmento di quel percorso e provare a renderne il significato a chi legge. Il nostro punto di partenza è Atene, una metropoli di palazzi bianchi che si estende al di sotto dei suoi colli, sui quali sono costruiti templi e chiese che letteralmente sembrano sovrastare la città. Ma ad un piano ancora più alto batte il sole, uno degli elementi naturali della Grecia, che ha una forza propria alla quale non si può sfuggire se non con un gran cappello in testa, occhiali da sole, vestiti leggerissimi e crema solare. E così si affronta la città ed il suo bagliore e si diventa davvero viaggiatori, quasi ottocenteschi, tra le rovine del magnifico Partenone o inerpicandosi per le stradine della Plaka quartiere della città vecchia di Atene, regno incontrastato di ristorantini all’aperto, tra piante profumate e musica greca. E qui non c’è migliore occasione per fermarsi e gustare la cucina greca che ha in comune con noi un alimento di base, fondamentale: l’olio extravergine di oliva. Di solito i menù prevedono insalate, tzatziki (yogurt con aglio e spezie), spiedini arrosto di pollo o pecora, solo per citarne alcuni. Un piatto famoso anche da noi è l’insalata greca con pomodori, cipolle, peperoni verdi, olive e feta, il formaggio tipico di pecora e capra. A seconda delle zone della Grecia questo piatto può variare sensibilmente, ad esempio in alcune isole del Dodecaneso viene arricchito con grandi e succosi capperi (káppari) e non è considerato un contorno ma un pasto vero e proprio. Anche la cucina di strada è diffusa: se siete colti dalla fame ma volete continuare il vostro tour, nei centri più grandi potrete gustare un Pita gyros, corrispondente al kebab arabo ma con carne di pollo o maiale condito con yogurt, salse piccanti e patatine fritte. È necessario provarlo altrimenti non si può dire di essere stati in Grecia!

Atene ha un suo fascino, è una città viva e accogliente per i suoi tanti turisti da tutto il mondo ma che preserva ancora una sua identità, suggestioni che si colgono solo se si è pronti ad accettarla così com’è, anche con i suoi difetti. I primi che vi accoglieranno curiosi saranno i suoi gatti: ce ne sono a decine ognuno quasi con un posto già assegnato, vicino ad un portale, sopra un capitello ionico, accanto ad un ristorantino all’aperto. Sono loro i veri padroni della città, quelli che con grazia e silenzio, la gestiscono davvero, conoscono i suoi meandri più nascosti e la sorvegliano da vicino. La capitale ellenica è piena di giovani e di locali di ogni tipo, dalle catene internazionali uguali in tutta Europa, ai bar dove poter bere un vero caffè greco. Ma non potrete berlo al banco: dovrete sedervi e aspettare che la polvere del caffè scenda sul fondo della tazzina.Questo è un bel modo per osservare cosa succede intorno a voi, ascoltare il sottofondo delle chiacchiere in lingua greca e magari pensare che i greci e gli italiani non sono così diversi.

Ad Atene non si può non vistare l’Acropoli, l’antica Agorà, il Museo archeologico nazionale ma anche musei più piccoli come il museo d’Arte Cicladica (che vi ricorderà le figure di Amedeo Modigliani) e tutto quello che potete di arte bizantina. Ciò che vedrete vi sembrerà di conoscerlo già perché lo avete guardato sui libri di storia. Da qui è possibile iniziare un itinerario nella Grecia classica che necessita almeno di un viaggio successivo. La città è anche il crocevia di tante navi, traghetti e aliscafi verso le decine e decine di isole sparse tra lo Ionio e l’Egeo. Se avete a disposizione una settimana o più,vi potete spingere verso le isole Cicladi o addirittura verso il Dodecaneso. Se invece avete meno tempo e volete arrivare subito in un’isola dal sapore insolito allora imbarcatevi al Pireo, il grande porto commerciale di Atene e raggiungete l’isoladi Hydra in meno di due ore di aliscafo. Ad Hydra non ci sono né macchine né motorini: è vietato! Solo asini e cavalli come unici mezzi di trasporto: le sue strade pavimentate con lastre di pietra locale rosso-argento, sono solcate tutti i giorni dagli zoccoli degli animali che trasportano bagagli e beni di ogni tipo dal porto alle sue alture. Il salto nel passato è d’obbligo e forse non si ha molta voglia di tornare indietro. Il porticciolo di Hydra è sempre pieno di barche di pescatori locali,vele e taxi d’acqua pronti a trasportare i suoi visitatori verso le spiagge più lontane. Un tempo era un’isola di pirati e l’unico ricordo di quelle scorribande sono i suoi bar lungo il porto che conservano ancora l’eco di racconti marinareschi: sorseggiare un Ouzo – liquore realizzato con mosto d’uva, spesso aromatizzato con anice e liquirizia – seduti  al bar di fronte al porto è davvero un’esperienza da non perdere! 

L’isola offre tante possibilità di pernottamento, la scelta dipende da quanto il viaggiatore vuole entrare in contatto con la popolazione locale. Gli abitanti di Hydra lavorano duro d’estate ma a giudicare da come sono ben tenute le case di pietra bianca, le stradine acciottolate sulle coste, anche durante l’inverno. Questa piccola isola è stata meta di tanti visitatori; forse chi l’ha resa famosa è stato il cantautore canadese Leonard Cohen che negli anni sessanta, quando Hydra non aveva ancora acqua ed elettricità, visse in una casa nella parte più alta del paese. Chi conosce Leonard Cohen andrà certamente a cercarla perdendosi nel labirinto delle sue innumerevoli scale di pietra in mezzo alle case. E sì, perché le strade non hanno nome, quasi come se il nucleo dell’isola fosse appunto una cosa sola in cui, quando si è dentro, tutto è lì intorno a portata di mano. 

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