Armonie d’Arte Festival, veicolo di cultura e “via per la bellezza e la sapienza”

di Rosalba Paletta

 

“Come presidente della Fondazione Armonie d’Arte non dovrei dirlo, ma è sotto gli occhi di tutti: il Festival compie il suo diciottesimo anno, non voglio definirlo io grande, ma è certamente maggiorenne e credo sia cresciuto proprio bene!”. Non nasconde il suo orgoglio per questo compleanno importante Chiara Giordano, che è anche direttore artistico di Armonie d’Arte, il Festival che fa battere forte il cuore della Calabria ogni estate, dalla magnifica e suggestiva città antica di Scolacium. Un Parco archeologico, un uliveto secolare, le stelle e la luna, la brezza del mare, e poi i grandi artisti che tutti gli anni calcano la scena e lasciano un segno, proprio nell’antico sito che fu pre-ellenico, poi greco, poi greco, poi romano, normanno e bizantino. E oggi ci siamo noi contemporanei, a ereditare questo immenso patrimonio, cercando di eguagliarne la grandezza attraverso i linguaggi dell’arte e della cultura.

Non è una mission da poco. Ma la Fondazione che vede nel Festival la sua punta di diamante, con accanto operazioni culturali di valorizzazione e promozione del luogo e del territorio varie e molteplici, tenta di compierla. Certamente il cartellone dedicato a Eros, “forza sospesa fra divino e terreno, energia vitale di spirito e materia, via per la bellezza e la sapienza” (based of  Platone), fa pensare ad una nuova memorabile estate a Scolacium, in linea con quelle che l’hanno preceduta, portando il nome della Calabria nel mondo.Armonie d’Arte esprime ormai un unicum tra i vari Festival della Calabria, oltre a rappresentare una realtà a cui tutto il settore guarda con interesse, meritevole dell’EFFE Label 2017 -2018 (Festival for Europe – Europe for Festivals), ad aver avviato una fase di intenso networking, all’interno di Italia Festival come socio di AGIS, partecipando al circuito Super Festival e in corso di adesione ad EFA – European Festival Association.

Dopo le serate indimenticabili con David Garrett, Due Cellos, Hiromy e Castaneda, Valdées e Rubalcaba, durante le quali il pubblico è stato salutato dal palco in ben dodici lingue, tante erano le nazionalità presenti in platea, non sarà facile eguagliare il successo dell’edizione 2017. E neppure quello degli anni in cui a salire sul palco di Armonie d’Arte sono stati Riccardo Muti, WayneShorter, Josè Carreras, Zubin Mehta (che ha solo rinviato il suo ritorno a Scolacium per importanti problemi di salute), Wynton Marsalis, Lorin Mazel, Carla Fracci, SvetlanaZakharova e molti altri.

Foto: Chiara Giordano e Zubin Mehta 

Ma se si attendono per luglio e agosto personaggi del calibro di Caetano Veloso, Pat Metheny, John Scofield, John Medeski, a settembre sarà la Royal Philharmonic Orchestra, – il  giorno dopo aver aperto MITO Festival al Teatro alla Scala di Milano – a chiudere Armonie d’Arte Festival al Teatro Politeama di Catanzaro; orchestra diretta dalla nuova stella internazionale Joshua Weilerstein. Se tutto ciò sarà possibile, qualcosa di grande si muove certamente nel cuore del Mediterraneo. Un particolare degno di nota, è quello che vedrà l’esibizione del direttore artistico del Festival nelle vesti di pianista solista, proprio in occasione del 5 settembre al Teatro Politeama con la “Royal Philharmonic Orchestra”.

Se la veste istituzionale di Chiara Giordano, quella volitiva e determinata di presidente e direttore artistico, è quella più conosciuta nella nostra regione, la sua vera natura è e rimane quella di pianista. Come lei stessa ha avuto modo di affermare: “Essere musicista non è per me una scelta, ma un’esigenza, così come non si fa il pianista ma si è pianista: non è una sottile differenza linguistica, ma una dimensione abissalmente differente;  in questo caso la musica, anche quando non si suoni, non si canti o non la si ascolti, ti segue e ti insegue, e si trova pace vera solo quando la si vive”. Una chiusura da non perdere, quella di settembre, che suggellerà anche – essendo lo spettacolo ospitato all’intero del teatro Politeama del capoluogo calabrese – l’importante adesione del Comune di Catanzaro nel comitato di indirizzo della Fondazione Armonie d’Arte, cui è seguito anche quello del Comune di Borgia, nel cui territorio ricade la mirabile location del Parco Archeologico.

Tornando al programma, il fascino incantato di Scolacium e non solo, accoglierà spettacoli di valenza olimpica. Con“Cantiere Opera”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Pavarotti e la Fondazione Centodieci, si inizia: la genesi, la storia, il successo e le alterne vicende delle opere più celebri si alterneranno all’esecuzione dal vivo delle arie del belcanto che fanno parte della nostra identità nazionale, nella visione di Francesco Micheli ed Elio, che proprio in questi mesi sembra avere concluso il suo lungo percorso con le Storie Tese, suo gruppo storico. Il 17 luglio strepitosa co-produzione con Fatti di Musica del promoter Ruggero Pegna, per l’agognato debutto calabrese di una stella assoluta: Caetano Veloso con il suo nuovo show acustico “Ofertorio”, presentato insieme ai figli Moreno, Tom, Zeca. Compositore di straordinaria levatura, l’intellettuale bahiano è colui che più di tutti ha ridisegnato il futuro delle sue orgogliose radici brasiliane: partito dalla tradizione, ha mescolato la bossa-nova con la cultura pop, la sua passione per il cinema (Fellini ed Antonioni su tutti) e per la letteratura (Pessoa, Amado e Wilde), con i suoi brani di Armonie d’Arte sono stati Riccardo Muti, WayneShorter, Josè Carreras, Zubin Mehta (che ha solo rinviato il suo ritorno a Scolacium per importanti problemi di salute), Wynton Marsalis, Lorin Mazel, Carla Fracci, SvetlanaZakharova e molti altri. Ma se si attendono per luglio e agosto personaggi del calibro di Caetano Veloso, Pat Metheny, John Scofield, John Medeski, a settembre sarà la Royal Philharmonic Orchestra, – il  giorno dopo aver aperto MITO Festival al Teatro alla Scala di Milano – a chiudere Armonie d’Arte Festival al Teatro Politeama di Catanzaro; orchestra diretta dalla nuova stella internazionale Joshua Weilerstein. Se tutto ciò sarà possibile, qualcosa di grande si muove certamente nel cuore del Mediterraneo. Un particolare degno di nota, è quello che vedrà l’esibizione del direttore artistico del Festival nelle vesti di pianista solista, proprio in occasione del 5 settembre al Teatro Politeama con la “Royal Philharmonic Orchestra”.

Se la veste istituzionale di Chiara Giordano, quella volitiva e determinata di presidente e direttore artistico, è quella più conosciuta nella nostra regione, la sua vera natura è e rimane quella di pianista. Come lei stessa ha avuto modo di affermare: “Essere musicista non è per me una scelta, ma un’esigenza, così come non si fa il pianista ma si è pianista: non è una sottile differenza linguistica, ma una dimensione abissalmente differente;  in questo caso la musica, anche quando non si suoni, non si canti o non la si ascolti, ti segue e ti insegue, e si trova pace vera solo quando la si vive”. Una chiusura da non perdere, quella di settembre, che suggellerà anche – essendo lo spettacolo ospitato all’intero del teatro Politeama del capoluogo calabrese – l’importante adesione del Comune di Catanzaro nel comitato di indirizzo della Fondazione Armonie d’Arte, cui è seguito anche quello del Comune di Borgia, nel cui territorio ricade la mirabile location del Parco Archeologico.

Tornando al programma, il fascino incantato di Scolacium e non solo, accoglierà spettacoli di valenza olimpica. Con“Cantiere Opera”, realizzato in collaborazione con la Fondazione Pavarotti e la Fondazione Centodieci, si inizia: la genesi, la storia, il successo e le alterne vicende delle opere più celebri si alterneranno all’esecuzione dal vivo delle arie del belcanto che fanno parte della nostra identità nazionale, nella visione di Francesco Micheli ed Elio, che proprio in questi mesi sembra avere concluso il suo lungo percorso con le Storie Tese, suo gruppo storico. Il 17 luglio strepitosa co-produzione con Fatti di Musica del promoter Ruggero Pegna, per l’agognato debutto calabrese di una stella assoluta: Caetano Veloso con il suo nuovo show acustico “Ofertorio”, presentato insieme ai figli Moreno, Tom, Zeca. Compositore di straordinaria levatura, l’intellettuale bahiano è colui che più di tutti ha ridisegnato il futuro delle sue orgogliose radici brasiliane: partito dalla tradizione, ha mescolato la bossa-nova con la cultura pop, la sua passione per il cinema (Fellini ed Antonioni su tutti) e per la letteratura (Pessoa, Amado e Wilde), con i suoi brani sempre capaci di sorprendere.

E poi un prezioso ritorno, il 21 luglio, quello di Pat Metheny, venerata icona della chitarra, che ritorna in Calabria a otto anni di distanza dal suo trionfale debutto nella punta dello Stivale, avvenuto sempre a Scolacium e sempre per Armonie d’Arte Festival. Il suo rinnovato quartetto vedrà Metheny affiancato dall’ottimo pianista britannico Gwilym Simcock, l’affascinante contrabbassista australiana Linda Oh ed Antonio Sanchez, uno dei batteristi simbolo del jazz odierno e osannato beniamino del pubblico: davvero imperdibile. Insieme giocheranno la carta della formula aperta: classici del suo memorabile repertorio, nuovi brani, pezzi composti anche nel lontano passato ma mai eseguiti prima. Insomma, la scaletta si preannuncia come una confezione a sorpresa che aspetta solo di essere scartata e goduta.

Altro incontro stellare il 25 luglio con John Scofield e John Medeski, due musicisti che si frequentano da quasi vent’anni, signori indiscussi del groove, a loro agio anche con il funk, il soul e quel turbinoso jazz-rock che caratterizzò gli anni settanta con grandi capolavori. Entrambi in possesso di un’invidiabile capacità trasversale di utilizzare con la stessa facilità e padronanza sia gli strumenti acustici che quelli elettrici. L’organo Hammond è il marchio di fabbrica di John Medeski, cui abbina una sfilza di tastiere vintage e altri sofisticati effetti; la chitarra invece trova in John Scofield un passaggio obbligato, se si vuole comprendere l’evoluzione dello strumento da quando apparve sulla scena con George Duke e Billy Cobham, prima di diventare tra gli ultimi e più fidati collaboratori di Miles Davis in una band formidabile. Medeski è conosciuto e apprezzato a livello internazionale per via delle sue numerose collaborazioni con musicisti assoluti come John Zorn, Jack De Johnette e Vernon Reid.

Ritmo ed energia si coniugheranno sul palco di Scolacium con generosa vitalità ed estrema piacevolezza, in un concerto all’insegna della più libera ed avvincente imprevedibilità. Ancora martedì 7 agosto un nuovo grande progetto prodotto da Armonie d’Arte Festival, che non tralascia le sperimentazioni anzi ne ha fatto un fiore all’occhiello: una stimolante lettura de “La Traviata” di Giuseppe Verdi diretta da Leonardo Quadrini, la consulenza di Vittorio Sgarbi, quella ai costumi di Anton Giulio Grande, e con un cast di bel profilo che vede anche il giovane e brillantissimo soprano calabrese Maria Teresa Leva nelle vesti di Violetta. Il tutto da un’idea produttiva di Chiara Giordano che ribadisce: “La musica verdiana è per sempre e dunque la sfida è tutta nel concept della messa in scena: non scenografie tradizionali ma generate live, in tempo reale e su palco, dalla fantasia astratta dei giovani della street-art, mentre gli altri artisti in scena fedelmente danno vita alla pagina musicale”.

E ancora il 18 agosto, nel 150° anno dalla morte di Gioacchino Rossini, si continua con il celeberrimo titolo “Il Barbiere di Siviglia”, che sarà però restituito nella forma di un avveniristico balletto d’azione dalla Compagnia Artemis Danza, ideato e diretto dalla coreografa Monica Casadeie coprodotto con la stessa Artemis Danza: e così Figaro si moltiplicherà nei corpi dell’intera compagnia, per rappresentare l’uomo del problem solving e del successo contemporaneo; rigore classico, sorprendente virtuosismo tecnico, fantasia contemporanea, contagiosa vivacità in un’importante compagnia, capace di rappresentare l’Italia in prestigiosi contesti internazionali. Il programma prevede molto altro rintracciabile sul portale del Festival www.armoniedarte.com), in cui il filo conduttore della stagione, appunto Eros, viene così introdotto: “Convivono nel nostro tempo passioni e concreti bisogni con grandi tensioni spirituali, pulsioni terrene e creazioni simboliche; dolente o gioiosa umanità con i tratti divini celati nel profondo di ognuno. L’Eros greco è così la forza che meglio esprime, nella suggestione incomparabile del mito platonico, la dualità vivificante tra dimensione terrena e dimensione celeste. Eros è il demone – δαίμων – che aspira potentemente al Bello e al Buono come autentica ricchezza, perché dapprima ne è privo,diventandone poi portatore e dispensatore. Eros è il principio e l’energia che impetuosamente ci sospinge verso la bellezza, a sua volta elargitrice di sapienza. È una grande lezione per la nostra tormentata contemporaneità. Armonie d’Arte Festival intende raccogliere questo straordinario messaggio, e le sue azioni quest’anno cercheranno di misurarsi con la spinta vitale di Eros, come nuova linfa perché si amplino gli orizzonti di un umanesimo capace di fondare il diritto universale al godimento estetico, possibile forza generatrice di più virtuoso futuro”.

Insomma: Armonie d’Arte Festival si conferma un punto di riferimento estivo per gli amanti della cultura e della musica di ogni dove. E anche in termini produttivi consolida il suo ruolo con prime assolute, commissioni, giovani artisti coinvolti, sia nella sezione principale (detta Platino), che nelle altre sezioni. Tutte da non sottovalutare: un programma fittissimo di serate di animazione del Parco Scolacium, da quest’anno anche nelle ore notturne grazie a incontri all’insegna della musica, della danza, del teatro, delle arti visive, che interpreteranno miti e leggende magno-greche, romane e normanne, senza tralasciare importanti momenti di riflessione sulle tematiche contemporanee, anche in chiave pedagogica e della formazione.Un’attenzione speciale sarà rivolta infatti alla famiglia, che rimane non solo il fulcro della società, pur fra molteplici cambiamenti ed evoluzioni, ma anche il luogo dove per millenni l’Eros ha dato forma alla vita. Grazie al partenariato con la Fondazione Patrizio Paoletti e al week-end dedicato al Family Training (14/16 settembre), una imperdibile occasione di incontro, educazione e formazione fra divertimento e pillole teoriche, che attrae ogni anno famiglie da tutto il mondo e che quest’anno si svolgerà proprio a Scolacium. Peccato perderlo!

Tutto per ribadire il tema ispiratore di questa diciottesima edizione di Armonie d’arte Festival, ovvero Eros, e per ampliare gli orizzonti dell’umanesimo, dunque nell’accezione più alta di platonica memoria. Armonie d’Arte Festival diffonderà questo messaggio, con ogni strumento possibile, spaziando dai più tradizionali linguaggi, alle più moderne tecnologie capaci di moltiplicare la magia delle notti di Scolacium in tutto il mondo.

 

Https://www.facebook.com/mediterraneodintorni/
Condividi