il Trillo del Device… a cura di Massimo Lucidi

Non c’è più pace da quando il telefonino si chiama device. La rivoluzione 4.0 che ha portato un utilizzo sconfinato dei dati con migliaia di app oltre la primaria funzione voce del telefonino sta generando un sistema di comunicazione nevrotico e insulso. E credo di poter affermare con altrettanta sicurezza e baldanza, inefficace e inefficiente. Ma curando qui una rubrica volutamen
te incentrata sulle buone maniere voglio portare in evidenza l’inaccettabile violazione di campo. E la chiamano pure tutela della privacy… al tempo di una legge strabica che finisce per ingessare le relazioni vere e non bloccare quelle inopportune. E così succede che tutte le mattine ricevi una foto di buongiorno da un’amica con la quale non condividi nulla tranne quell’inutile
ulteriore trillo del mattino, in un orario inadeguato come sveglia e già abbondantemente trafficato per lavoro. E lei ti stimola banalmente con orsacchiotti, cuoricini, preci, messaggini, nonostante l’avanzare dell’età. Ma questo ancora può andare. La tragicomica è quando decidi di fare una chat di gruppo con i tuoi goliardici amici. Per loro il must è condividere foto e video, immagini ed emozioni, incentrate sui bei momenti di gioventù in cui dalla mattina alla sera si rideva e si parlava solo di tipici sani irriverenti argomenti da maschi… Ebbene ti ritrovi il telefono eternamente infestato di immagini “hard” che occupano la memoria; tanto che se vuoi postare qualcosa per lavoro sei costretto a dribblare tra nudità e corpi… in movimento. Ah, quanto costa poter tornare con la mente alla freschezza, agli anni della giovinezza dalla vita spensierata e disinvolta. Quasi come volersi ritrovare e trattenersene una parte per se. E anche la chat di gruppo ci può stare. Ma sempre molto molto meglio Theme Chat (provare per credere).

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admin

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