La bellezza di Napoli e la dissonanza cognitiva…

 

 

 

 

TGR Calabria, edizione delle 14.00 di domenica 22 aprile. L’ultima notizia del sommario mi colpisce come se avessi sentito una bestemmia: “gimcana tra le vigne – annuncia la giornalista – 14 campioni di enduro nel cirotano per promuovere il territorio all’insegna di sport, natura ed enogastronomia“. Si è trattato di una due giorni voluta dall’imprenditore Nicodemo Librandi per promuovere il territorio all’insegna di sport, natura ed enogastronomia. Il servizio parte con un’immagine che mostra delle moto enduro, avvolte nella polvere e nello smog che sollevano al loro passaggio, che sfrecciano tra le vigne del noto imprenditore del vino calabrese e scalano alcune colline coltivate a ulivi. Il giornalista lo definisce: “un viaggio sui sentieri della transumanza che ha visto i piloti tra le colline di Cirò, Casabona e Carfizzi attraversare un paesaggio ricco e variegato dove si è consolidato il sigillo tra sport e natura“.

Io ho un grande rispetto per l’imprenditore Librandi, lo considero tra le risorse di questo territorio, in altre circostanze ha organizzato eventi e iniziative che hanno dato lustro alla Calabria, ma credo che con questa abbia commesso un grosso autogol. Non so se l’idea sia venuta a lui o se sia stata suggerita dall’enologo-scienziato Donato Lanati che ha guidato il gruppo unendo, come ci ricorda il giornalista, “la sua passione per il vino con l’amore di sempre: l’enduro” ma penso che nessun suo collega toscano o veneto si sarebbe mai sognato di associare l’immagine del vino a quello delle moto enduro, in un’epoca storica in cui la purezza e la salubrità dell’ambiente stanno diventando parole chiave in grado di dare un vantaggio competitivo a chi sa tutelarli ma, soprattutto, comunicarli. In Val d’Orcia, ad esempio, Giancarlo Cignozzi piccolo produttore di Brunello di Montalcino, sta sperimentando dal 2008 una viticoltura ecosostenibile, chiamata biosonorità, sostenuta dalle note della musica classica (in particolare quella di Mozart) diffusa tra le vigne con degli impianti di amplificazione.

Certamente le moto avranno attraversato le vigne di Librandi per pochi minuti, per consentire alla troupe televisiva di fare le riprese (sono una persona di mondo, conosco come funzionano questi teatrini promozionali) ma l’immagine che viene restituita non è certamente delle più invitanti. Ci sono modi e modi per fare notizia.

Secondo l’enologo-scienziato Lanati “girare in moto tra i vigneti è un modo per scoprire la natura ma anche per trasmetterla“. Io ormai non mi stupisco più di nulla perché le parole hanno perso senso e significato, tutto vuole dire il contrario di tutto, la babele è a portata di mano. Turismo sostenibile, biologico etc. Quando i significati non sono condivisi si rischia di perdere per strada il senso del proprio agire.

Un’iniziativa che mi ha colpito positivamente, invece, arriva da Napoli e si chiama “Accogliere Ad Arte”, definito un progetto di formazione dell’anima ideato dalla storica dell’arte Francesca Amirante. Un vero e proprio corso professionale rivolto a tassiti, vigili urbani e personale di accoglienza dei musei (e a breve a ristoratori, autisti di autobus e dipendenti del porto) che ogni giorno hanno a che fare con i turisti, volto alla valorizzazione della grande bellezza del territorio napoletano e del patrimonio artistico che caratterizza la città perché, come sostengo da tempo, occorre cominciare a fare marketing interno (rivolto a chi vive e lavora nel territorio) e smetterla di invitare i turisti in luoghi che non sono pronti ad accoglierli o che sono affetti da dissonanza cognitiva.

 

Massimiliano Capalbo

www.ereticamente.it

 

 

 

 

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